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Dischi RDM (Raw Device Mapping)

Scritto da Alessio Carta il . Inserito in vSphere 5.x . Visite: 4685

VMware vSphere supporta la modalità di accesso Raw Device Mapping (RDM) per le macchine virtuali. Si tratta di una funzione che consente l’accesso diretto a una LUN presente sullo storage fisico (tipicamente SAN fibre channel o iSCSI). Quando si aggiunge un disco RDM ad una VM, l'hypervisor crea un file “puntatore” che fa riferimento alla LUN della SAN. Di fatto un RDM è un file con estensione .vmdk che contiene solo le informazioni di puntamento alla LUN; i dati veri e propri risiedono esclusivamente nella LUN.

La mappatura tramite il file puntatore (o file di mapping) consente alle LUN di apparire come facenti parte di un volume VMFS, ossia il file di mapping si presenta come file .vmdk tipico dei dischi virtuali ed è referenziato nella configurazione della macchina virtuale. Quando devono essere eseguite operazioni di lettura o scrittura, la LUN viene aperta per l’accesso e il file di mapping permette di ottenere i puntamenti. Successivamente, le operazioni di lettura e scrittura utilizzano direttamente la LUN senza più passare attraverso il file di mapping. La macchina virtuale vede il dispositivo come un disco SCSI virtuale.

Gli host ESXi supportano 2 modalità RDM.

      Phisical compatibility mode - in questa modalità il sistema operativo guest accede in modo diretto allo storage. Il VMkernel passa tutti i comandi SCSI al dispositivo e tutte le caratteristiche fisiche della LUN sono visibili. Si consiglia questa modalità per interagire direttamente con l’hardware della SAN, soprattutto se nella macchina virtuale sono installate applicazioni orientate alla gestione della SAN stessa. La modalità fisica non permette la clonazione di una LUN, la trasformazione della LUN in template, oppure la migrazione nel caso in cui sia prevista la copia del disco della VM.

      Virtual compatibility mode - in questa modalità il VMkernel invia solo i comandi di lettura/scrittura al dispositivo mappato. Questo appare al sistema operativo guest esattamente come un file di disco virtuale in un volume VMFS, e le vere caratteristiche fisiche della LUN sono nascoste. Se si utilizza un disco raw in modalità virtuale sono possibili funzionalità avanzata come l’uso delle snapshot, la clonazione del disco e la creazione di template.

 

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